lunedì 5 ottobre 2020

Fare i conti

 Si sta come d'autunno..

no non continuo, tanto già sapete.

Sto vivendo una fase di insofferenza generale verso le cose come stanno.

Le cose come stanno sono le 11h di lavoro- ormai la regola- che torni a casa stanco, mangi e dormi. E così fino al weekend, che vorresti vivere ma devi studiare. E si perde il senso, il senso della meraviglia.

Mi manca del tempo, del tempo per me. 

Andare a teatro,  un concerto, mi manca nutrire lo spirito con altro che non sia un libro. 

Mi mancano i festival, luoghi di incontri di idee e persone.

E poi, la sensazione che queste cose manchino solo a me mi fa sentire fuori luogo. 

Come se le linee guida generali per vivere dicano sempre tre cose: produci,consuma,crepa.

Come fanno gli altri a fare come se tutto fosse normale? 

Si sta come d'autunno

a Milano

senza cieli in una stanza


sabato 12 novembre 2016

Cadute

e muore la poesia quando il corpo assiderato annega ad occhi aperti

- ondate alterne scandiscono il ritmo delle giostra -

vorresti scendere

-chè a te le giostre non sono mai piaciute-

 invece resti;

resti a guardarti cadere,again.


lunedì 30 maggio 2016

Affondi

C'è uno scollamento atroce tra il dentro e il fuori

corto circuito tra parole e fatti,

gli intenti non sono comuni, le mosse e le prese instabili

ne esci stordito, mutilato, allora cerchi i poeti

Ma i poeti non ti salvano

ti spingono solo al precipizio

sabato 9 aprile 2016

Non c'è niente di twee

I cani - Sparire

Fisso lo schermo vuoto da qualche minuto e pratico mutismo cronico da quando dormivo.

Mi accusano  di un silenzio inadeguato dove io pratico igiene orale.

Chè se ciò che ci differenzia dagli altri animali è la parola, preferivo nascere altro.

Ci parliamo,non ci capiamo, ci confondiamo.

Poi crollano le dighe, quando nessuno vede. Perchè nessuno sente.


"e stavolta quando chiuderò gli occhi non voglio sognare, voglio solo un po' di silenzio

 un momento per non pensare

 e stavolta quando chiuderò gli occhi non voglio sognare, perchè pure a sparire ci si deve abituare"

lunedì 15 febbraio 2016

Rompiamo le righe

Le mie cause pendenti non trovano assoluzione.

Non mi assolvo.

E' che io corro, corro troppo col pensiero del dopo. Con l'ansia di costruire, chè dei vostri desideri del niente non so che farmene.

E va a finire che di una semplice frequentazione io voglia già vedere l'alleanza,la promessa. E finisce con il solito soliloquio, chè tanto non imparo mai.

"Tu puoi stare solo da sola" la sentenza definitiva di chi mi ha messo al mondo.

Forse è così, a volte lo credo.

E' che giovedì ne faccio 25,

E' che me ne sono sempre sentita 20

E' che odio festeggiare

E' che manca qualcuno con cui poterlo fare

Manca il "rompiamo le righe" detto davanti a quegli occhi che non aspettano altro.

giovedì 10 dicembre 2015

Al posto delle parole

Lui :"pensavo, secondo me è il caso di ripeterci"

Io : "eh...avrei delle obiezioni"

E le ho buttate giù, battute tra virgole, puntini sospensivi e punto, le mie motivazioni. Brevi ma erano lì.

Daccapo, di risposta un asettico : "capisco,ci sta :) " (sisi con tanto di smile, odioso )

"Capisco,ci sta :)" ...ma davvero è tutto qui? Boh, a me cadono braccia, gambe, occhi, orecchie a leggere.

Ora, so bene che il dono della parola è dato a pochi eletti, ma qui non stiamo mica parlando  del meteo o di altre banalità?

Ci sono io, ci sei tu, c'eravamo noi quella sera e no, caro mio, non ci saremo più.

 E lo dico col sorriso, come se mi fossi tolta un peso, come quando fai un taglio nuovo e hai la testa  leggera.


Ieri ascoltavo una canzone degli Evamonamour  che eleggo, oggi, come lista dei miei buoni propositi.

-Prometto di essermi fedele sempre, di regalarmi quattro fiori in più 
e di pagare in tempo il mio riscatto e in queste cose non mi servi tu-

Inizio da questo no, a non tradirmi.

PS. Eri decisamente meglio come ipotesi, ora puoi caldamente andare a quel paese :)


sabato 5 dicembre 2015

Sogno stonato (che tanto, comunque, non imparerò mai)

Vino o birra?

Scelsi il primo, quello che le labbra nemmeno annusarono.

La volta dopo tentasti l'azzardo senza alternative : birretta?

Come rifiutare? Se non è vino è birra bionda, si sa.

Mi hai lasciato nuovamente a secco. Del resto, tu, non avevi nulla per cui brindare.

Si brinda con la promessa del dopo, ma non con un presente precario.

I corpi a digiuno non hanno avuto bisogno dello sbandamento alcolico, hanno deragliato da sè, nudi.

Lo scambio di battute impacciato che è seguito: il ricordo migliore.

C'hai messo poi poco ad innalzare nuovamente muri. Hai mancato il contatto che prima avidamente governavi.

Ed io pensavo di farcela, a non lasciarmi prendere, a vivere il momento (sempre immaginato) per quello che era, senza caricarlo di possibilità seguenti.

Pensavo e sbagliavo. Perchè io crollo, le ciglia pizzicano al primo soffio di assenza.

Nulla mi resta, nulla rimane.

La bocca è in totale astinenza.

Forse eri meglio come ipotesi, era meglio rimanere in silenzio a  guardati, in disparte.