mercoledì 19 febbraio 2014

E son 23

E son 23. 

Voi com'è che eravate a 23 anni? Davvero, mi interessa saperlo.

Io detesto chi mi chiede cosa voglia fare da grande, perchè nonloso.

So solo che sto divorando libri,riparo certo e sicuro, come mai prima. 

Che per quanto mi sforzi di deviare il pensiero su altro (vedi lab),tanto quello sempre là torna;come un boomerang.

Che poi ieri: sorpresa.

Doveva arrivarmi un pacco dall'Italia contenente un DVD:"Chisciottimista e gli Invincibili"(spettacolo teatrale di De Luca et al).
Mia sorella mi avvisa che,essendosi lei rivolta ad un servizio di posta privata,mi avrebbero consegnato il pacco alle 8.30 pm -ovvero quando sarei rientrata dal lab.

Scendo per aspettare questi giovani baldi londoners postmen e chi mi ritrovo??? All my family!

Inutile dire della mia incredulità e della mia gioia, inutile dire che c'è un video di tutta la scena, inutile anzi utilissimo dire che non sarà mai reso noto! :)

Così gnente, si son fatte le solite cose che si fanno ad un compleanno.

C'è stato il momento canzoncina, il momento spegni le candeline,momento brindisi e foto. 

Eravamo 4 amici al bar,cioè no. Io,la mia family e my friend sulla terrace dello studentato

Che poi son uscita fuori e ho visto quelle tre costellazioni che so riconoscere: Orione, Cassiopea e il Gran Carro(...si lo so ho un futuro come astronoma ve'?) e mi è sembrato di riconoscere il cielo che vedevo dalla terrazza di casa mia nelle notti d'estate , con lui. 

Comunque...

Ho ricevuto auguri di cui non so che farmene.

I più sentiti, a parte quelli dei miei due bestfriendsssss, sono stati quelli di una donna.(anche lei amante di Erri.)

Li tengo per me quelli, mi hanno fatto un sacco bene.

Poi ce ne sarebbero dovuti essere altri. Un altro. Forse quello più atteso.


"Fuori stanno bruciando le micce dell festa.
Mi è rimasto il sudore e il pensiero di qualcuno
che doveva arrivare per volermi.
Spengo il lume,concludo: mi basta che non sia 
la polizia.
E poi domani questo sarà ieri." (Erri)

In realtà tardi è arrivato.

Si. Un messaggio su fb,18 caratteri conclusisi con  Auguri e buona serata. 

Che poi si sa io odio festeggiare il mio compleanno. Quindi nessun party, niente musica, niente pub, niente birre et similia.

Quindi sta buona serata boh mi suonava molto come certe frasi di circostanza.

Freddata così, devo aggiungere altro? Non credo. 

"Ai lati degli occhi si aprivano le rughe e da lì scolava la malinconia."

Da lì è scolata acqua di mare. La prima di questi 23 anni.


Buona notte belli. 

On Air-  La Ballata dell'Amore cieco  (Tanto per ricordare il buon caro De Andrè nato il mio stesso giorno)



mercoledì 12 febbraio 2014

"Come per l’ affresco è il gesto del pennello, così deve tornare la parola a essere irrevocabile" (EDL)

"Non sono friabili solo le parole pubbliche: una persona dice :”Ti amo” e nel giro di un giorno, un mese, un anno si rimangia l’ affermazione.
 Più prudente il napoletano dice :”Te voglio bbene”, dove la forza del sentimento sta nel raddoppio della b di bene.
 Quando s’ indebolisce il trasporto, cade la doppia b :”Te voglio bene” e’ già anticipo di dimissioni." (Erri D.L.)


E se il "ti amo" non l'hai mai detto a nessuno e nessuno te l'hai mai detto?
E con il "te voglio bbene" stesso destino, il raddoppio della b è mancato al suo posto un ti voglio bene liscio.



ps. (Consiglio un salto qui: http://fondazionerrideluca.com/)

sabato 8 febbraio 2014

Non dirmi che hai paura

"Legàti per la vita da una parola,si rimane."

Ed è strano come io che anatomizzi le parole, dia loro un peso -arbitrario s'intende- non ne trovi una, nella mia lingua,a cui sentirmi legata. 

"Sulla cima della Tofana, Dvora mi dà un bacio e mi chiama novio,sposo.
E io sono più felice di una lepre di marzo. E mi chiama bashérte, che in una delle sue sei lingue vale a dire: persona destinata a qualcuno. E a me piacciono i nomi in amore e la chiamo anch'io novia e bashérte.
E dormiamo nei nostri sacchi,ognuno nel suo,lasciandoci però le teste vicine. E nella notte ci diamo un colpo di cranio da svegliarsi, da oioioi e dopo da ridere.
Amore di nozze tra noi succede solo in Argentina. (Tre cavalli- Erri, sempre lui)"

Ecco, per me Basherte è una di quelle parole da benedire.
Da dire bene (e non parlo di nè accenti nè di giusta dizione). Di quelle che ripeti nella mente e mai spedisci a chi ti sta di fronte.
Per timore di respinta, non di consumo o erosione.
E allora va a finire che le scrivi,impregni un foglio di quel peso. 

Ti butti nelle pagine di un libro e ci trovi frammenti della tua storia.

- E mi tirava a sè e mi leccava la faccia- come fosse Efexor.
"Basta,basta!" facevo finta di supplicarlo io. Ma lui insisteva perchè capiva che sotto sotto mi divertivo.-


"Per strada guardavo le ragazze cercando quella che poteva essere lei. Si era moltiplicata in svariate possibilità. 
Lei era quella destinata, però il destino si può perdere per strada, non è una cosa sicura che deve succedere per forza.
Il destino è una rarità…” (Erri.)


Il destino, così come le parole dette. A non dirle siamo bravi tutti.

On air: M'accorgerò- Eva Mon Amour



Mi accorgerò di aver sottovalutato i miei sospiri
 per sentirmi un pò più adatto a questa gente
 non esattamente, non proprio adatta a me, nè divertente.
...e il tempo che si perde a dire non ritorno. 

giovedì 6 febbraio 2014

Variante di canzone

Io te vurria vasa’ ", sospira la canzone


ma prima e più di questo io ti vorrei bastare,

io te vurria abbasta’,

come la gola al canto come il coltello al pane

come la fede al santo io ti vorrei bastare.

E nessun altro abbraccio potessi tu cercare

in nessun altro odore addormentare,

io ti vorrei bastare,

io te vurria abbasta’.

" Io te vurria vasa’ ", insiste la canzone

ma un po’ meno di questo io ti vorrei mancare

io te vurria manca’,

più del fiato in salita

più di neve a Natale

di benda su ferita

più di farina e sale.

E nessun altro abbraccio potessi tu cercare

in nessun altro odore addormentare,

io ti vorrei mancare,

io te vurria manca’.

(Erri De Luca)

-Ogni riferimento a persone è pura.mente voluto- 

sabato 1 febbraio 2014

Io credo a quello che trovo scritto. (E poi credo alle mani che hanno scritto)

“Hai presente Mandorla quando vai dal medico e quello ti tasta e ti chiede fa male qui? E qui?”

“E..?”

“e all’improvviso tu gli dici sì, sì, accidenti dottore, qui sì?”

“E?”

“E allora pure se il medico è maldestro e quando gli dici sì continua a spingere,chi se ne frega: è successa una cosa mille volte più importante”

“Cioè?”

“Cioè quel medico ha scoperto dov’è che ti fa male , capisci?”

“No”

“Lorenzo- senza assolutamente volerlo,per carità- l’ha fatto”

“Ha scoperto dov’è che ti faceva male?”

“Si . Sei grato per tutta la vita a chi ci riesce, Mandorla. E l’infinito di quella gratitudine va a finire che lo chiami amore”

Beh oddio essere grati per tutta la vita, non so. E nemmeno della seconda son certa ; per intenderci è l’ultima parola che rifuggo. 
E poi non credo si possa scambiare o confondere altro con l'amore. 

“Il volersi bene si costruisce. Ma l’amore quello vero, no. L’amore lo senti immediato, non ha tempo. É dire “ti sento”. Un contatto di pelle, un abbraccio, un bacio. Mantenersi, il mio verbo preferito, tenersi per mano. Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro. Rinunciarvi è folle, sempre e comunque.” 
(Erri de LUca - I pesci non chiudono gli occhi -

Dicevo, é l'ultima parola che rifuggo. E le parole più delle persone fanno paura. Come se il dire sancisse diritto di esistere alla cosa pronunciata, il non dire ne nega l’esistenza.  E il problema è che a noi quelle parole servono e quando non arrivano , mandi giù, serri denti e pugni e diventi un piccolo Chisciotte.

Io: -“Don Chisciotte mi si addice di più”

Lui: -“e io voglio fare il mulino”       - (tratto da conversazione virtuale , tanto le lettere ma chi le manda più?)

Fu quella una dichiarazione di guerra, la tua.  

Ma Chisciotte è un invincibile.
 “ Questa nozione di invincibile me l'ha suggerita un poeta turco, Nazim Hikmet che chiama Chisciotte 'il cavaliere degli assetati'. Lì per lì mi sono detto: 'ma come gli viene in mente? Quello ne busca sempre, le ha sempre prese, non ne ha vinta una. Che razza di invincibile potrebbe essere mai Chisciotte se è un vinto a oltranza?'. Invece è così, ha ragione Hikmet, gli invincibili sono quelli che, continuamente battuti, senza potersi arrendere mai, si rialzano in piedi e sono pronti a battersi di nuovo.” (Erri De Luca)

Per oggi è tutto, me ne torno da Ronzinante (per intederci i miei libri)