lunedì 11 maggio 2015

Fili scoperti


Eremiti pensieri falciati d'obliquo

se io, se noi, funamboli passi

volessimo,avessimo spartito comune


oltre quella casa e oltre la siepe, che è oltre la casa

inciampare in agguati

di sensi ubriachi

estrarre da bocca minerali silenzi


potessimo,avessimo liquido tempo

dilatare suoni 

maneggiare promesse

resuscitare morti binari 


ma restano invece queste ruggini fibre

distillati respiri 

inchiodati alle coste

frastagliata  divento

domenica 3 maggio 2015

Non tornate più

Quando avrete finito di consumarmi il corpo con i vostri occhi

non tornate più

mi avete spento, saccheggiato i sensi


Masticate mute affezioni,

mi offrite mani avide laddove cerco sostegno


La mia colpa? Aver visto oasi dove ci sono crepe

La vostra, aver visto oasi dove c'è una foresta 


Diottrie opposte che hanno prosciugato il terreno

messo a digiuno radici


Quando avrete finito

questo vi chiedo,non tornate più

giovedì 30 aprile 2015

Esitazioni

Serrande chiuse

Distorto tempo

Lampioni gialli

Diagonali sfighe

Pretese utopiche

Interferenze sinistre

Indifferenze note

Argini

e poi crolli


Faccio così, appunto a caso parole nella moleskine.

Scandiscono  paure

che i fantasmi tornino

giovedì 16 aprile 2015

Urti

"-Perchè scrivi solo cose tristi?

 -Perchè quando sono felice esco."

Se vi foste chiesti dove fossi finita, io ed i miei post da " dammi una lametta che mi taglio le vene",  ecco la riposta.

Si lo so non è la mia, ma vi avrei risposto così, per amore di chi l'ha detta (Tenco) e delle citazioni s'intende.


Vi basta sapere che una sera di primavera sono uscita  

senza se, senza ma, senza forse, senza domani, sprovvista di qualsiasi avverbio e congiunzione

Non so nemmeno se ce ne fosse una astrale in quel momento

Son crollate barriere e sovrastrutture in un batter di occhi spalancati

imputati i soli due corpi che hanno causato rime sismiche

Se quelle scosse sono state un reato,continueranno a commetterlo

i titoli di coda della sera son stati affidati ad una dedica in pagina prima 


Ho sempre amato i titoli di coda, quelli dei film

che tutti hanno fretta di rimettersi goffi i cappotti e fuggire

(Ma che ci andate a fare al cinema se non per i titoli di coda?)

Un po' come i ringraziamenti e le dediche nei libri. 

Le prime che leggo, quelle a cui credo





giovedì 5 marzo 2015

Non gioco più, me ne vado


"Strana cosa che per capire il prossimo ci tocchi fuggirlo. E i discorsi più veri sono quelli che facciamo per caso, tra sconosciuti."
Cesare Pavese


Si. Perchè è così e basta. 

E basta anche con la declinazione del presente indicativo del verbo fuggire : io fuggo,tu fuggi...tutti fuggono 

che alla fine ti resterebbe solo il fiato per spedire a quel paese  il fuggitivo (che tanto poi non ce lo spedisci mica,non lo sai fare)

Eppure, più gente "grande" conosco, più li vedo regrediti all'era del giochi;il primo fra tutti l'acchiapparella 

Eppure, è dai cosìddetti "grandi" che mi aspetterei la franchezza di dire : sai com'è sono un cazzone a cui va di divertirmi ancora perchè sono il classico clichè del 30enne con la sindrome di Peter Pan

allora uno si mette l'anima in pace e amen

Troppo impegnati ad adularsi e farsi adulare

Ergo Livia cara, non ci rimanere male...sù impara una buona volta a fregartene.





PS . Dopo lo sfogo stupido, una bella notizia :prossimo week-end vò a Firenze con due amiche

 (Firenze. Una di quelle poesie che sento mie.)




domenica 22 febbraio 2015

Fede'n'marlen


"Il suono gitano di una fisarmonica, il legno duro del folk di una chitarra"


Queste due ragazze se la cantano e se la suonano e lo fanno in modo caldo e magistrale! 

Ascoltatele,vi farà bene!- Lunares

martedì 17 febbraio 2015

IO SO CHI SONO

"Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.(A.Gramsci)

E non si può rimanere indifferenti a ieri.

Ieri sera a teatro è stato Manuel Agnelli e gli altri cinque magnifici "uomini di musica" a riempirci gli occhi ed i silenzi.

Si fa fatica a metabolizzare,il giorno dopo, quel subbuglio di sensazioni post-concerto.

I cinque sensi sballottolati; lampi di fuoco è quello che mi porto.

A teatro poi tutto è più esposto, nudo e amplificato. Erano lì per noi, per loro applausi da mani rosse e sorrisi increduli.

Ti passano accanto, in platea, e poi Manuel ti si mette davanti (!) ed inizia ad intonare in acustico "Non è per sempre"


Non è niente
non è per sempre
è troppo ormai
che stai così male
il tuo diploma in fallimento
è una laurea per reagire


(Canzone che risveglia un ricordo, perchè è stata una delle prime che "lui" imparò a suonare alla chitarra, ed io a seguire)


Io so chi sono - questo il nome del tour teatrale degli Afterhours, e credetemi lascia traccia.

La voce "s-profonda" e si libra in voli pindarici, quella di Manuel 

i giochi variopinti di chitarra e tromba di Xabier

Rodrigo che è sempre un tutt'uno con la leggerezza intensa del suo violino, che si accorda alle tue corde

Roberto e l'eleganza del suo basso

ed infine i due nuovi componenti: Rondanini alla batteria e percussioni e Pilia alle chitarre, pianoforte e contrabasso.

No, non si può metter per iscritto l'esperienza sensoriale.

Ottimo regalo in anticipo per i miei 24 anni.

Oggi ultimo giorno da 23enne. 

(Oggi "lui" farà gli auguri alla nuova lei- questa semi-sovrapposizione di date è un po' una beffa)


L'ultimo giorno da 23enne me lo passo così, a rivedere gli scatti di ieri cantandoci sù. 

Io so chi sono, recitava ieri Manuel 

colgo l'invito a conoscermi.



(PS. vi lascio qualche scatto)
(PPS. prima di entrare, ho beccato Xabier e due nuovi musicistI fuori dal teatro- foto e autografo di rito! ma quella no, non la metto
 1.perchè scattata in fretta e furia col cell e 2. avevo un sorriso da ebete...ma sapete com'è non capita tutte le sere di incontrare l'uomo della propria vita : Xabier Iriondo)


                                                      


Manuel ad 1 millimetro da me


Sulla sinistra Xabier alias mio marito alias chebaffi!