sabato 11 ottobre 2014

Uocchie c'arraggiunate

Gli occhi vogliono chiudere bottega

hanno messo un avviso fuori le fosse che hanno scavato.

Che tanto i caleidoscopi sono tutti fabbricati in Cina, hanno detto

funzionano solo con occhi a mandorla.

Gli occhi vogliono chiudere bottega perchè da quando hanno abbracciato un'onda

lei ha mancato la presa scivolando via , e ha lasciato solo acqua e sale



Gli occhi che vogliono chiudere bottega  portano addosso l'horror vacui  delle cose belle 

e la linfa  che versano è  un omaggio alle stelle pesanti del dieci d'agosto


Gli occhi così, stanchi e sbiaditi chiuderanno bottega ma solo per questa notte

andranno a bagnarsi nell'inchiostro di seppia

perchè tornino poi a cantare ballate per altri due che gli staranno di fronte.

mercoledì 24 settembre 2014

Scivola,scivola vai via

Spiarti da uno schermo e scoprirti in compagnia, di un'altra.

Lo avevo messo in conto e mi dicevo di non saper contare.

In questo giorno d'autunno il velo di Maya è stato squarciato.

Una mutilazione, senza pezzi di ricambio.

Pozzanghere sparse su fogli, figli minori di parole in apnea.

Mani nulla tenenti , hanno smarrito  poesia.

Prendo il largo e vado a cercala altrove.

Sopravviverò a Scilla e Cariddi, questo me lo prometto.

Ma  tu ora  scivola,scivola vai via...

giovedì 14 agosto 2014

2/2

Dormo ancora col tuo quadro appeso
sul letto
 che prima lo guardavo e sorridevo
 che ora lo guardo e i 27 muscoli del sorriso non si muovono

(Nessun asta per aggiudicarmelo)

Mi inviasti delle foto
scrivesti: ti piace? è tuo.

Eri stato preso da un impeto di nonsoche
lo stesso che poi ti è mancato quando guardandolo ti chiesi:
- ti sei pentito?
-si, se è quello che vuoi sentirti dire, si. E' che volevo fare il figo (ecco cos'era quell'impeto di nonsoche)

Intanto il quadro ci resta al muro.
Che gli fa compagnia una foto, sempre una tua, questa volta un regalo.
Non li smuove nulla.
Non un terremoto,non un maremoto e nemmeno l'onda di Hokusai.

e io continuo a dormirci sotto.

sabato 5 luglio 2014

Bile nera

Non posso ignorare il corpo

che  alla tua vista s'inonda di bile nera


sabato 31 maggio 2014

titoli di coda

Devo andare  in soffitta a ripassare a memoria la tua assenza 

le poesie di quei maledetti poeti del secolo breve sono mine sparse  senza disinnesco

e queste mani nomadi senza fissa dimora proteggono carezze in pugni che ti darei volentieri

Tu continui a buttare lacrimogeni sul ballatoio dei mie occhi

ma ho assoldato un lavavetri che mi sorride bianco e ringrazia pure

Manteniamo  distanze di sicurezza da 2051.03 km 

La nostra duplice alleanza aveva per testimoni bottiglie vuote e cenere  sui vestiti

ma tra la musica e le luci gialle delle nostre ore contate avevi già messo in conto il  piano di evacuazione 

 il mio monologo interiore con soli titoli di coda è iniziato da lì 

sabato 3 maggio 2014

Silence,please

"Esistono due tipi di silenzio: il primo quando si tace, il secondo quando si fa un uso torrenziale del linguaggio. […] Quante volte ci è capitato di sentire la frase fuligginosa e fiacca: “Mancanza di comunicazione…”, ed è proprio questa frase ad essersi notevolmente radicata nel mio lavoro. Io sono convinto dell’esatto contrario. Credo si possa comunicare benissimo solo nel silenzio, nel non detto, e che quanto si verifica sia solo un incessante pretesto, dei disperati tentativi di retroguardia per mantenerci rinchiusi in noi stessi. La comunicazione è troppo allarmante. Entrare nella vita di qualcun altro è troppo spaventoso. Rivelare agli altri la miseria che ci pervade è una possibilità troppo terrificante."

(Harold Pinter, Writing for the Theatre, 1962)