domenica 22 febbraio 2015

Fede'n'marlen


"Il suono gitano di una fisarmonica, il legno duro del folk di una chitarra"


Queste due ragazze se la cantano e se la suonano e lo fanno in modo caldo e magistrale! 

Ascoltatele,vi farà bene!- Lunares

martedì 17 febbraio 2015

IO SO CHI SONO

"Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.(A.Gramsci)

E non si può rimanere indifferenti a ieri.

Ieri sera a teatro è stato Manuel Agnelli e gli altri cinque magnifici "uomini di musica" a riempirci gli occhi ed i silenzi.

Si fa fatica a metabolizzare,il giorno dopo, quel subbuglio di sensazioni post-concerto.

I cinque sensi sballottolati; lampi di fuoco è quello che mi porto.

A teatro poi tutto è più esposto, nudo e amplificato. Erano lì per noi, per loro applausi da mani rosse e sorrisi increduli.

Ti passano accanto, in platea, e poi Manuel ti si mette davanti (!) ed inizia ad intonare in acustico "Non è per sempre"


Non è niente
non è per sempre
è troppo ormai
che stai così male
il tuo diploma in fallimento
è una laurea per reagire


(Canzone che risveglia un ricordo, perchè è stata una delle prime che "lui" imparò a suonare alla chitarra, ed io a seguire)


Io so chi sono - questo il nome del tour teatrale degli Afterhours, e credetemi lascia traccia.

La voce "s-profonda" e si libra in voli pindarici, quella di Manuel 

i giochi variopinti di chitarra e tromba di Xabier

Rodrigo che è sempre un tutt'uno con la leggerezza intensa del suo violino, che si accorda alle tue corde

Roberto e l'eleganza del suo basso

ed infine i due nuovi componenti: Rondanini alla batteria e percussioni e Pilia alle chitarre, pianoforte e contrabasso.

No, non si può metter per iscritto l'esperienza sensoriale.

Ottimo regalo in anticipo per i miei 24 anni.

Oggi ultimo giorno da 23enne. 

(Oggi "lui" farà gli auguri alla nuova lei- questa semi-sovrapposizione di date è un po' una beffa)


L'ultimo giorno da 23enne me lo passo così, a rivedere gli scatti di ieri cantandoci sù. 

Io so chi sono, recitava ieri Manuel 

colgo l'invito a conoscermi.



(PS. vi lascio qualche scatto)
(PPS. prima di entrare, ho beccato Xabier e due nuovi musicistI fuori dal teatro- foto e autografo di rito! ma quella no, non la metto
 1.perchè scattata in fretta e furia col cell e 2. avevo un sorriso da ebete...ma sapete com'è non capita tutte le sere di incontrare l'uomo della propria vita : Xabier Iriondo)


                                                      


Manuel ad 1 millimetro da me


Sulla sinistra Xabier alias mio marito alias chebaffi!


giovedì 22 gennaio 2015

Lista #1

Regalo :

lacrime nuove per storie scadute

i passi secondi, quelli sbandati dopo te

i miei blue devils

la rara paura di addormentarmi e non svegliarmi più

l'uso di verbi al passato e al singolare

No, non fraintendetemi. Sto bene, credo, ma poi capitano i giorni così, che sintetizzerei allegramente con "Mi sono rotto il cazzo" - Lo Stato Sociale



Mi sono rotto il cazzo di me stesso,
che mi conosco fin troppo bene e ho ancora tutta la vita davanti.
che cazzo faccio da qui fino alla pensione?
Che tanto mica me la danno ma comunque non avevo le carte
mi sono rotto il cazzo anche di te
che per fortuna ancora non ti conosco
e forse sei la speranza, giuro che se ti incontro
giuro che se ti incontro
finisce male



sabato 17 gennaio 2015

" E poi domani, questo sarà ieri"

Ieri.

Istituto Francese Grenoble di Napoli, Erri e la sua "parola contraria"

io e i miei occhi innamorati

arrivo di corsa e già lo vedo, gli occhi hanno trovato subito appiglio 

prendo in fretta un caffè mi giro ma lui non c'è più, sarà in teatro mi dico

intanto saluto Raimondo, libraio di fiducia quando vado a Napoli nella sua libreria "Dante e Descartes" (gioiello di via Mezzocannone)

dicevo Raimondo - che mi accoglie con un inaspettato baciamano - mi si allarga un sorriso


-il baciamano di un libraio, mancava solo la stretta forte del poeta (Erri) ed ero pronta a fare tutte le rivoluzioni del mondo


e invece quando mi sono accostata ad Erri per una dedica, come al solito sentivo forte la vena pulsare in gola e le parole rimanevano lì, mute 

l'ho ringraziato fissandogli il mare dagli occhi - e ora a scriverne i miei son lucidi


Ieri notte.

Durante i miei risvegli insonni, mi salta in mente questa frase che ho appuntato sul cellulare per timore di smarrirla


- Ieri sono dodici oggi che te ne sei andato- 


non da dove sia saltata fuori, non ha nessun senso quel numero- dodici.


Ieri.


Un altro numero aveva senso,una data, 16 gennaio.

Ieri è stato il suo compleanno.

Non mi son fatta sentire, mi sentivo fuori luogo, di troppo

con chi ora ha accanto un altro sorriso.

E quindi sciopero della parola è toccato anche a me, ma quello del pensiero... ancora no.

sabato 10 gennaio 2015

Idiosincrasie

Ho preso un paraspifferi

che il vento gelido faccia piangere altri

qui siamo in siccità da un pezzo 

(ah all'appello mancherebbero anche risate belle e fragorose, se continuano così rischiano di non passare l'anno)

Ho tolto i quadri alle pareti, ne ho messi di nuovi

ma continuo a svegliarmi la notte

Dovrei capire cosa farne della mia vira, insomma dove cacchio sarò nei prossimi mesi?

Cosa mi piacerebbe davvero fare?

Eh no ragazzi miei, io non lo so. 

Sento solo forti idiosincrasie crescere







domenica 4 gennaio 2015

Positive vibrations

Sottofondo - i Ten years after

(da quando ho scoperto questo gruppo, cioè praticamente ieri, ormai passa in filodiffusione nella mia deep blue room)

e non son passati 10 anni ma era il 2010, 

no questo non lo ricordavo, lo trovo scritto nella  moleskine

so solo che stamattina "c'era bonaccia in mare, dentro di me pure,una calma increspata di sotto"(Erri)

si notava,lo so

dalle mani che cercavano appigli tra di loro e dai sorrisi inauditi, degli occhi prima

son rimaste le parole in gola mentre le mie orbite cangianti scattavano istantanee 

-illi qui sedebat adversus me- (Catullo non me ne voglia per la variazione)

ho ascoltato e poi sentito 

del resto - "Tu sai stare a sentire. Questa è la prima qualità di chi deve parlare" (Erri)

tornata a casa non ho tolto cappotto nè scarpe,

mi son seduta, ho guardato lo specchio ed ero leggera

venerdì 2 gennaio 2015

CCCP

L'affinità elettiva è orfana di futuro
Disturba i progetti rapisce la quiete
Svela i conti in sospeso
 Accarezzati in sogno in un tempo spezzato che gira rigira